Arst, i sindacati pronti a scioperare contro gli esuberi
L'Unione Sarda - sabato 12 marzo 2011
I sindacati ribadiscono l'allarme per i tagli ai trasporti pubblici e i possibili 190 esuberi all'Arst. In un comunicato siglato da Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil, Faisa Cisal e Ugl, si dicono pronti allo sciopero (che potrebbe essere proclamato in concomitanza con quello nazionale tra il 31 marzo e il primo aprile) e a una manifestazione davanti alla Regione. In questi giorni i lavoratori dell'azienda hanno organizzato assemblee per valutare la situazione che si è creata con l'ultima legge Finanziaria. TAGLI Sull'Arst pesa un taglio di 14 milioni di euro, riferiscono le organizzazioni sindacali, di questi oltre 2 milioni a carico del trasporto sui pullman e quasi 12 a carico di quello ferroviario. «Tagli che comporteranno una riduzione di 1,5 milioni di chilometri percorsi dagli autobus, la sospensione a tempo indeterminato del Trenino Verde in tutte le linee turistiche della Sardegna e una riduzione del 30% dei servizi ferroviari destinati al trasporto pubblico locale, ovvero i treni utilizzati da studenti e lavoratori pendolari». I sindacati considerano che in Sardegna il trasporto pubblico è già insufficiente e mal organizzato: ridurre i finanziamenti significherebbe penalizzare soprattutto le aree meno popolate e più difficili da raggiungere. Poi c'è il rischio di una riduzione del 10% della forza lavoro: 40 esuberi sul gommato e 150 nel settore ferroviario (si ipotizza lo stato di crisi e il ricorso alla cassa integrazione). Ma per le sigle sindacali anche chi resterà in azienda rischia di vedere peggiorata la propria situazione economica e lavorativa. ACCUSE Le organizzazioni sindacali puntano il dito sulla mancanza di un referente stabile all'assessorato ai Trasporti il cui vertice è cambiato più volte durante la Giunta Cappellacci. Per Pierfranco Meloni, segretario regionale di Uilt Uil, è forte la preoccupazione per la mancanza di una programmazione politica sul futuro dell'Arst. «Ho la sensazione che l'azienda cominci a disturbare qualche potere forte in campo politico e economico», afferma, delineando una situazione che vede in concorrenza diversi settori del trasporto locale pubblico e privato. «Inoltre - aggiunge - da mesi la Tesoreria regionale ha chiuso i rubinetti: il che si traduce in un taglio di liquidità anche per la gestione quotidiana dell'Arst costretta a rivolgersi alle banche pagando altissimi interessi e danni erariali per le finanze pubbliche». CARLA ETZO